Barbone nano - Classificazione FCI
Gruppo Cani da compagnia (9)
Nome Barbone nano
Colore nero, bianco, marrone,grigio, albicocca
Altezza al garrese 28-35cm
Peso ideale circa 7 Kg
Azienda
Il Barbone nano

E’ stato uno tra gli animali prediletti di tanti regnanti ma anche il cane di tanti personaggi che hanno fatto la storia e ciò prova la grande popolarità di questa razza.
Verso la metà del XVII secolo il barboncino fa le sue prime apparizioni nelle case e inizia la sua carriera di cane da compagnia, per la sua dolcezza e devozione è amato soprattutto dalle dame.

Sulle origini di questa razza ci sono moltissimi disaccordi, poiché molti paesi vorrebbero attribuirle la caratteristica di autoctona.
L’ipotesi più attendibile è quella per cui la razza derivi dal “Barbet”. Questa razza nel vecchio ordinamento del 1896 si chiamava “Barbone italiano”. In Francia ora la razza viene classificata con il nome di “Caniche,” da “canard” cioè “anatra selvatica” che veniva cacciata dal Barbone. In Inghilterra e nell' America del Nord viene ancora utilizzato per questi tipo di caccia.

E’ un cane di piccola taglia, il suo aspetto è intelligente, sempre all'erta e attivo.
La sua costruzione è armonica e dà l’impressione di eleganza e di fierezza. Possiede inoltre un’andatura saltellante e fiera e quindi non deve mai camminare con passo allungato e scivolante. Il Barbone nano dovrebbe conservare il più possibile le stesse proporzioni del barbone e non presentare alcuna apparenza di nanismo.
Esige un’accurata toelettatura.
La toelettatura ha un aspetto di eccezionale importante per chi vuole partecipare a manifestazioni cinotecniche. Ci sono due tipi di toelettatura: quella “alla leoncina” e quella “moderna”.
Entrambe sono molto laboriose e per entrambe bisogna perdere molto tempo ed esigono molta esperienza per eseguirle. Una volta il barbone veniva tosato sulla parte posteriore in modo da potersi muovere più facilmente in acqua,lasciandogli invece il pelo sul torace per proteggere cuore e polmoni dal freddo. Poiché spesso doveva addentrarsi in acquitrini fitti di vegetazione che avrebbe potuto nasconderlo agli occhi del padrone,il ciuffo di pelo sulla testa veniva fissato con un nastrino colorato,che lo rendeva più visibile,e sulla coda gli veniva lasciato un pompon di pelo,perché la punta della coda è una parte delicata,che avrebbe potuto ferirsi senza un'adeguata protezione. La toelettatura del Barbone non è nata per esigenze estetiche,ma funzionali.


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